lunedì 26 giugno 2017

Ciriaco Campus

foto E.Catalano
Ciriaco Campus nasce a Bitti, in Sardegna. Si diploma in Scultura all'Accademia di Brera, Milano, nel 1976. Tra la fine degli anni Ottanta e per tutti gli anni Novanta il lavoro di Campus si definisce compiutamente intorno ai temi della "convenzione" e della messa in scena, del vero e del falso, dell'identità. E' del 1993 l'installazione Lab 107 agli Arsenali Medicei di Pisa: una sorta di laboratorio scientifico immaginario, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Fisica dell'Università di Pisa. Nel 1995 presso la Facoltà di Sociologia dell'Università La Sapienza di Roma realizza la performance Messa in scena del lavoro di un artista, dove coinvolge il pubblico presente in sala in un evento che ripropone in modo sottile il tema dello straniamento nel continuo slittamento di vero/falso. Nel 1996 realizza 18 fotografie in cibachrome di 100x200x10 cm. dal titolo Artigiani '96 ; si tratta di foto/sculture di artigiani della periferia romana nelle quali Campus utilizza strumenti linguistici vicini al mondo della pubblicità e della moda. Questo lavoro sarà esposto 10 anni più tardi nella mostra "Il corpo del lavoro in cento anni di
arte italiana" Nel 1999 realizza all'Accademia Americana di Roma un'installazione dal titolo World Food Day, dove lo spettatore è portato a credere che gli spazi interni dell'Accademia ospitino un ufficio di rappresentanza di un'organizzazione delle Nazioni Unite per la fame nel mondo. In occasione del Giubileo del 2000 realizza, nell'ambito della mostra "L'assenza invadente del Divino", un'installazione di 400 mq. all'interno del torrione San Matteo di Castel Sant'Angelo, dal titolo By Life Camp. L'artista costruisce in questo caso un vero campo umanitario ideale
simulando una fiera campionaria con tanto di stand e hostess. Nel 2001 espone un campo analogo nei giardini di Palazzo Zenobio a Venezia. Sempre nello stesso anno realizza e presenta una serie di vetrine illuminate in alluminio, Cento vetrine per l'arte, all'interno delle quali sono collocati i prodotti dell'azienda By Life, un'azienda finta di cui Campus è designer da oltre nove anni. Per la mostra personale a Palazzo Venezia realizza nel 2003 il fotoromanzo Il più bel sogno della mia vita, mentre per il Palazzo Reale di Napoli l'anno successivo propone una video installazione dal titolo Scuola di Equitazione Nel 2004 e 2005 realizza a il 1° e 2° Concorso Europeo di Cibo Naturale presentato il primo a Strasburgo e il secondo a Roma negli spazi della Galleria Nazionale di Arte Moderna. Campus simula in questo caso una specie di olimpiade europea alla quale ciascuna nazione partecipa con il proprio cibo di nicchia migliore. I cibi presentati sono inesistenti, frutto di una rielaborazione fatta in studio dall'artista su prodotti acquistati al mercato, così come i testi di accompagnamento che ne narrano la storia, completamente inventati. Nel 2007 presenta i cibi inesistenti in uno stand alla "Biofach" di Norimberga, la più grande fiera al mondo di prodotti biologici. Nel 2006 realizza, su incarico del Master in Ideazione, Management e Marketing degli Eventi Culturali della Università di Roma La Sapienza, la performance sul fiume Tevere La nave dei folli, con la partecipazione del pubblico che diventa protagonista dell'evento assieme a numeri attori e comparse. Vive e lavora a Roma, dove insegna Scultura all'Accademia di Belle Arti.
   

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