I DANNI DELL’EOLICO

Nell'ambito del progetto Terra Aria e ferro, abbiamo l'onore di ospitare l'opinione di Gianluigi Ciamarra, presidente di Italia Nostra Cambobasso, associazione che si batte per la salvaguardia e la conservazione del territorio italiano. 


FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: L’EOLICO

di Gianluigi Ciamarra
Presidente Italia Nostra Campobasso


Italia Nostra non è contro le rinnovabili, ma avversa le fonti energetiche impattanti sul paesaggio e sull’ambiente in generale: l’eolico, sia esso macro che mini, si è dimostrato un grosso affare speculativo (l’affare del secolo) a beneficio di pochi (le imprese) e in danno del paesaggio italiano per larghi tratti compromesso, soprattutto nell’Italia meridionale, lì dove amministratori insensibili e compiacenti hanno barattato il loro territorio per un piatto di lenticchie, utilizzando – in modo vietato dalla legge - le cosiddette “misure di compensazione” elargite dalle ditte a fronte dei danni ambientali prodotti con la realizzazione di impianti (una sorta di risarcimento danni) per la quadratura di bilanci e per l’organizzazione di sagre paesane.
Italia Nostra, invece, sollecita e promuove una politica energetica che si fondi sul risparmio e sull’efficientamento.

I DANNI DELL’EOLICO

La produzione energetica derivata da fonti eoliche suol definirsi “pulita”. Ma pulita non è, se esaminiamo
accuratamente gli aspetti negativi di tale fonte:
• devastazione irreversibile dei valori paesaggistici e panoramici;
• trasformazione del suolo, del pascolo montano, delle aree agricole e delle aree boschive in conseguenza della realizzazione di una capillare rete stradale di servizio, di piattaforme e di piazzole;
• stravolgimento del sottosuolo (con riversamento di tonnellate di cemento) e conseguenti danni alla stabilità dei suoli per il pericolo di erosione ed alterazione della circolazione superficiale delle acque;
• grave danno all’ambiente naturale, nelle sue varie componenti, con modificazione di habitat naturali, alterazione della biodiversità (sottrazione di territorio all’avifauna, strage di volatili, impatto sulla flora e su altre specie animali - es. piccoli roditori - e vegetali);
• danni alla salute causati da onde elettromagnetiche e dalla rumorosità degli aerogeneratori;
• danno da svalutazione alle proprietà contigue agli impianti.

L’EOLICO IN MOLISE

Il Molise è la regione che, proporzionalmente all’estensione del suo territorio (di appena 4.460 Km quadri), ha la più alta densità di pale eoliche. I paesaggi, le vedute panoramiche e i numerosi habitat naturali fanno di questa regione una delle più belle sotto l’aspetto naturalistico e paesaggistico, presupposto per lo sviluppo di interessanti forme di turismo alternativo e culturale. Nello studio preliminare per l’elaborazione del Piano Energetico Ambientale della Regione Molise (PEAR), si illustra come
• in Molise la quota di consumi finali complessivi soddisfatta con fonti rinnovabili è pari al 34,7%;
• tutti i consumi finali elettrici in Molise sono soddisfatti con fonti rinnovabili (100%);
• il Molise esporta (gratuitamente) energia elettrica nella misura pari al 102% dei consumi interni;
• gli obiettivi FER di cui al decreto c.d. Burden Sharing assegnati al Molise (produzione del 35% di energia da rinnovabili entro il 2020) sono stati, sin dal 2013, ampiamente e anticipatamente raggiunti e superati;
• vi sia ampia disponibilità di energia elettrica con conseguenti problemi e criticità nella gestione del sistema elettrico;
• vi sia un potenziale ancora tutto da sfruttare per le rinnovabili termiche, ad oggi meno utilizzato rispetto a quello delle rinnovabili elettriche.
Questi dati, forniti dalla Regione Molise, dovrebbero essere più che sufficienti a porre un limite alla produzione di energia elettrica da fonte eolica (la più impattante), bandendola definitivamente anche nelle sue forme del mini eolico, altrettanto invasivo e deturpante, e rivolgendo l’attenzione ad altre fonti meno inquinanti (es. solare e fotovoltaico, ma solo come copertura di capannoni industriali, edifici pubblici ed altro, compatibilmente, però, con il decoro architettonico di borghi antichi e con il paesaggio circostante), ma, soprattutto, prendendo in seria e definitiva considerazione il ricorso al risparmio e all’efficienza energetica e non trascurando l’utilizzo delle rinnovabili termiche, sì da rimanere nei limiti delle misure imposte per gli anni successivi dal Burden Sharing. Se è vero che le scelte politiche della Regione si indirizzano verso forme di sviluppo turistico del nostro territorio – ed in particolare delle aree interne, ricche di preziosità paesaggistiche, naturalistiche e culturali in genere -, l’assedio e la profanazione di questo territorio è quanto di più insensato e malefico possa partorire la mente umana.


     

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