sabato 7 marzo 2015

Ambient&Ambienti ospita la mostra Paesaggi Urbani in Evoluzione per riflettere sul futuro delle nostre città

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“Paesaggi urbani in evoluzione” – questo il titolo del progetto – si propone, infatti, come un originale esperimento di arte virtuale, che mette in mostra una serie di lavori in bilico tra pittura e fotografia, tra scultura e video arte, la cui forza espressiva sta proprio nella contaminazione di linguaggi diversi e nel dinamismo della rappresentazione artistica, che disorienta lo spettatore, obbligandolo ad assumere un angolo visuale del tutto inedito rispetto a quelli consolidati dell’osservazione quotidiana.
Presentate in anteprima nel maggio 2014, le creazioni artistiche di Cornacchione diventano ora una vera e propria “mostra virtuale”, visitabile sul web dal 5 marzo al 3 aprile, (clicca qui per vedere le foto) con l’intento di stimolare, grazie alla simultaneità della fruizione globale, una discussione interattiva con il pubblico, anche attraverso i social networks, mediante il ricorso all’hashtag#PaesaggiUrbaniInEvoluzione. Obiettivo dell’artista è, infatti, quello di rompere il tradizionale silenzio delle sale museali, per stimolare una discussione altrettanto silenziosa nei toni, ma vivace e costruttiva nei termini e nei contenuti, sul tema delicatissimo dei cambiamenti in atto nelle nostre città e della difficoltà di calibrare questa evoluzione sui reali bisogni e sull’identità territoriale delle comunità sociali che di tali città, troppo spesso, sono passive fruitrici, piuttosto che protagoniste attive e consapevoli.

Quando “città” non fa rima con “identità” – La ripetitività seriale dei blocchi abitativi, gli spazi vuoti e degradati delle periferie, il totale anonimato di interi quartieri privi di identità e indistinguibili l’uno dall’altro, la cementificazione indiscriminata e, ancora, la giustapposizione casuale di edifici e costruzioni, che rivela l’assenza di una progettualità sensata ed esteticamente coerente, sono solo alcune delle tematiche che emergono dai Paesaggi urbani in evoluzione di Domenico Cornacchione. Un’affannosa rincorsa nelle pieghe anonime, ma stranamente familiari, di una metropoli in costante espansione su un territorio ridotto ad una griglia quadrettata e senza identità, metafora sottile dell’appiattimento estetico e funzionale della capacità di progettare e costruire edifici legati al territorio, alle esigenze dei residenti, alla storia del luogo.
Nodo centrale della mostra – curata direttamente da Cornacchione e interamente visitabile sul sito di Ambient&Ambienti, oltre che sul blog dell’artista e su diversi altri siti, tra cui quelli di associazioni ambientaliste, enti pubblici, associazioni culturali e gallerie d’arte che, per un mese, diventano spazio espositivo globale e condiviso – è l’interessante opera video pensata e realizzata appositamente per il web, oltre i limiti spaziali di qualunque luogo fisico, e pubblicata anche suYouTube,(per il video clicca qui) . In essa Cornacchione ricostruisce l’evoluzione del paesaggio urbano da prospettive insolite ed estranianti, spesso dall’alto o comunque da angoli visuali inaspettati, che tagliano di sbieco strade ed edifici, disorientando lo spettatore, tagliandolo fuori dallo spazio urbano, costringendolo a guardarlo in maniera asettica, come se si trovasse di fronte ad un gioco virtuale in cui il territorio, privato di ogni elemento di identità e riconoscibilità, è ridotto ad una griglia da riempire con palazzi sempre nuovi. Ne consegue un senso di spaesamento e di alienazione che vuole essere uno stimolo a ripensare in modo critico e responsabile le trasformazioni urbanistiche delle nostre città, rammentandoci che la costruzione del paesaggio urbano e la dislocazione funzionale degli spazi all’interno di ogni quartiere sono tutt’altro che un “gioco” e, anzi, richiedono un grado di consapevolezza direttamente proporzionale alle esigenze crescenti di una società sempre più complessa e globalizzata.
In tal senso, i Paesaggi urbani in evoluzione di Domenico Cornacchione si rivelano, a tutti gli effetti, come una forma di avanguardia, non solo per la scelta singolare di sganciarne la fruizione artistica dalla fissità di un luogo fisico, ma soprattutto per la modalità originalissima con i cui i nuovi linguaggi digitali vengono utilizzati per provocare lo spettatore, spronandolo al dibattito e alla riflessione.


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