domenica 28 settembre 2014

Si è aperta ieri la nuova mostra del GRUPPO 12


Grande successo di pubblico ieri sera per l’apertura della nuova mostra del GRUPPO 12 voluta dalla Bibliotaca Comunale di Albano Laziale. Il GRUPPO 12 è un collettivo di artisti uniti dall'esigenza di trovare nuove strade di ricerca nell'arte contemporanea, da quasi due anni sperimenta nuove ipotesi espositive e organizza mostre in tutto il Lazio. Il progetto, iniziato nel marzo 2013 con la mostra Autoritratto, svoltasi presso l'Accademia di Belle Arti di Roma, si è spostato ora ad Albano Laziale (RM) presso il Museo della Seconda Legione Partica con una nuova esposizione dal titolo “Il Confronto” e curata da Veronica Chiavelli e Irene Provenziani. L'esposizione verte sul confronto tra l'Arte Antica Romana e quella Contemporanea del nostro secolo.



Ad esporre: Aldisio D’Elia con l’opera2003 2013. Diagramma della Condizione socio-economica del Ceto Medio 
In quest’opera, l’artista pone su una tavola di legno una semplice cravatta e un paio di mutande, restando fedele alla sua poetica di ricerca delle forme essenziali. Nel porre questi indumenti, ci induce a riflettere, come si evince dal titolo, sulla condizione economica e sociale del nostro Paese. L’artista, con questi due singoli elementi, fa un vero e proprio diagramma visivo, facendoci riflettere su come il Ceto Medio, rappresentato dalla cravatta, sia stato progressivamente ridotto in mutande. L’opera di Aldisio D’Elia, posta al centro della prima sala insieme alla ricostruzione del vestiario dei legionari romani, si confronta con lo stesso, in quanto la ricchezza delle uniformi è di forte contrasto rispetto alla semplicità ed essenzialità degli indumenti presentati dall’artista.

Laura Giovanna Bevione con il mosaicoAèdo Vanitas

Il suo lavoro si basa sulla discriminazione del linguaggio, dove un'inflessione dialettica diversa può causare un blocco linguistico e quindi una barriera comunicativa. Di fatto tale discriminazione viaggia anche attraverso i nuovi sistemi tecnologici, poiché l'assenza di internet, o app nei telefoni android, determina una mancanza di dialogo e dunque difficoltà nel reperimento dell'informazione. In particolar modo l'opera esposta, tratta dal testo di Ovidio le Metamorfosi, narra in latino un racconto che è incomprensibile senza la conoscenza dell'idioma. Tale elaborato viene identificato da Laura come il ponte tra il mondo antico e quello contemporaneo. Sta di fatto, però, che nell'indisponibilità del corretto strumento di lettura si verifica il blocco comunicativo, che equivale alla ricerca Estetica di Laura. L'impressione che ne ricaviamo è il ricercare all'interno di immagini qualcosa che non si vede, ma che si percepisce solo attraverso la chiave di lettura; intrinseca all'opera stessa.

Antonio Rotunno con l’installazione “Ai morti senza tomba

In quest’opera, l’artista vuole rendere omaggio ai caduti della guerra partica, non facendo riferimento a una fazione particolare, ma a coloro che sono morti senza lasciare traccia di sé, collocando elmi da guerra frammentati e indefiniti, proprio come lo sono quegli stessi soldati. Pone delle candele, come simbolo della memoria, le quali però, sono irrimediabilmente destinate a consumarsi e a svanire anch’esse come i defunti stessi. La vita dunque, come le candele, è solo di passaggio: sta a noi vivere e far vivere il ricordo.

Alberta Piazza, invece, espone “Paesaggio a tre elementi

Il suo operato artistico si sviluppa all'interno di un circuito antropologico che va dal segno, colore/natura, alla memoria/rappresentazione. La sua arte, infatti, trova ispirazione proprio nella natura stessa che diviene la sua essenza, la sua anima e la chiave di lettura delle sue opere che a loro volta esprimono una visione personale del mondo. Così facendo, un ramo può interagire con la sua creatività, come d'altro canto può verificarsi anche con le radici degli alberi, labirinti boscosi etc. Nelle sue opere si mostra la dissoluzione della forma che si sviluppa all'interno di un processo di cancellature e stratificazioni del segno. In particolar modo, quest'opera, si ispira alle tessere musive di età romana per la loro bicromia, sottolinea uno spazio paesaggio che è suddiviso su tre pannelli di cartonlegno. Con questo elaborato Alberta sviluppa una ricerca che parte da un linguaggio razionale per poi disciogliersi in una realtà metaforica che propone al fruitore nuovi punti di vista. Il segno che diviene sempre più corposo, si moltiplica crescendo d’intensità e potenza cromatica. Qui la forma si tramuta in vita e delinea un linguaggio introspettivo dell'artista che riceverà interpretazioni diverse da parte dell'osservatore. L'immagine che scaturirà dalla visione del trittico sarà pertanto unica e irripetibile.

Giuliana Silvestrini sceglie di esporre “Prima del Mare, della Terra e del Cielo

Con la sua arte, Giuliana Silvestrini guida il fruitore in una visione di immagini frammentaria e di sedimentazione della materia e del colore, proponendo nella lettura d’insieme un’analisi dell’ego e dei suoi molteplici aspetti. L’opera esposta si ispira al testo di Ovidio: Le Metamorfosi che tratta delle origini del mondo. L’artista inizia con un intreccio di segni spontanei che danno vita ad una composizione grafica caotica. A loro volta tali forme amplificano il loro valore cromatico ed energetico mediante pennellate di colore. Qui il legame con il passato, quello storico romano che ha costituito le fondamenta della nostra società, avviene mediante segni e sfumature di tonalità.

Domenico Cornacchione realizza un’installazione dal titolo “Apparente Inutilità

Cornacchione propone un volto di età classica su un letto di chiodi, i quali sono segnati dal trascorrere del tempo. Immersi, troviamo frammenti di travertino e di marmo. In questo modo l’artista, fa incontrare due mondi apparentemente lontani, ma che in quest’opera si confrontano e si scontrano, come in una battaglia continua nella quale, a volte, l’arte antica ne esce vincitrice, ma altre volte, viene inghiottita da una realtà che molto spesso è violenta e superficiale. Lo scontro, dunque, che si ha con il mondo moderno e con quello antico, ci rimanda oltretutto alla condizione della società in cui viviamo, nella quale non vi è più posto per i valori passati, ma anzi questi vengono superati da valori inesistenti, per i quali non vi è più posto per la cultura, ma solo per la futilità dell’apparire invece che dell’essere.

Daniela Polese propone un libro d’artista dal titoloSiamo tutti uguali

La ricerca artistica di Daniela Polese si concentra sulla teoria scientifica del Prof. Fagioli, ovvero la “Teoria della Nascita Umana”, per la quale il feto diventa neonato, essere umano pensante al momento del contatto con la Luce: in quell’istante, la mente e il corpo sono sani, non influenzati dagli stereotipi sociali e dai legami. Pertanto, ciò che l’artista rappresenta nel suo “libro” è proprio l’attimo in cui il bambino viene dato alla luce ed entra in contatto con il mondo esterno, interagendo con esso attraverso uno sguardo puro.

Andrea D’Elia presenta un lavoro fotografico dal titolo “Allo Specchio

L’artista, in questa foto, fa un confronto in solitaria, con l’uomo e il suo io. Un confronto che è intrinseco nella natura umana e al quale, nessun uomo sfugge. Ci si confronta con le proprie idee, i propri sogni, i propri sbagli. Si indaga per capire i nostri comportamenti, su cosa è giusto e su cosa è sbagliato. L’opera, ci porta proprio su questa dimensione di confronto scontro su noi stessi e sul tempo che dovremmo dedicare ai nostri bisogni e sul nostro intenderci col proprio Io. Ci spinge, a capire e a riflettere sul tempo che ci sfugge nell’arco della nostra vita e sul non sprecare quello che stiamo vivendo.

La mostra resterà aperte fino a sabato 11 ottobre 2014 presso il Museo della II Legione Partica di Albano Laziale (RM). L’evento rientra nella rassegna “Aspettando il BiblioUp”, per saperne di più http://www.biblioup.it/.




Museo della II legione Partica

Via Volontari del sangue 11-13

Albano laziale (RM)


Apertura

dal lunedì al venerdì 9 – 13

mercoledì e giovedì 9 – 13 e 16 – 19



http://www.biblioup.it/




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