Da Villa de Sanctis a Kalenarte, come conservare le opere d'arte?

Il parco “Villa De Sanctis” a Roma, tra via Casilina e via dei Gordiani, ospita una piccola collezione di sculture d’arte contemporanea realizzata grazie all’Associazione Culturale Arte Facto che, nel 2003, commissiona a cinque artisti altrettante sculture monumentali da collocare all’aperto. Il progetto è parte di un più ampio discorso di riqualificazione della zona che comprende anche l’area archeologica del mausoleo di Sant’Elena e le catacombe dei Santi Marcellino e Pietro. I cinque artisti chiamati per l’occasione sono Anna Ajò, Immacolata Datti, Giuliano Giuliani, Carlo Lorenzetti e Costas Varotsos. A distanza di undici anni dall’inaugurazione delle sculture, noi di Colori Urbani, siamo andati a verificarne lo stato di conservazione. Quello che abbiamo trovato non è certo una sorpresa, ma ci ha fatto male ugualmente. Tutte le sculture hanno subito negli anni numerosi atti di vandalismo e, probabilmente, come spesso accade nei parchi d’arte contemporanea all’aperto, nessuno si è occupato della loro manutenzione. L’opera di Varotsos è stata addirittura presa a pietrate e la parte in vetro della scultura ha riportato, ovviamente, seri danni.



            
La scultura di Costas Varotsos rovinata dai vandali.

La scultura di Costas Varotsos rovinata dai vandali – particolare
La scultura di acciaio corten realizzata da Lorenzetti è stata presa di mira da vandali armati di bombolette spray, stessa sorte per tutte le altre opere.

L’opera di Carlo Lorenzetti.

la scultura dal titolo Freeze di Anna Ajò come si presenta oggi.

La scultura di Giuliano Giuliani come si presenta oggi.
Inoltre non ci sono cartine che aiutino a localizzare le sculture nel territorio, o semplicemente delle targhette con il nome dell’autore e il titolo dell’opera. Il pessimo stato di conservazione delle opere stride molto che il resto del parco che mantiene un aspetto pulito e abbastanza curato.

Il parco “Villa De Sanctis”
È evidente che chi cura il verde pubblico non ha il compito di fare manutenzione alle opere, ma allora a chi spetta la manutenzione? Non è certo la prima volta che noi di Colori Urbani ci scontriamo con questo problema. In un altro parco di arte contemporanea all’aperto, questa volta in Molise a Casacalenda (CB) un piccolo paesino sulle colline tra Campobasso e Termoli, ci siamo trovati di fronte all’eterno problema della manutenzione delle opere. In questo caso, oltre ai soliti problemi di vandalismo, si sono aggiunte scelte decisamente discutibili dell’Amministrazione Comunale. Ironia della sorte anche questo parco, gestito dall’Associazione Culturale Kalenate, ospita due sculture di Carlo Lorenzetti e una di Costas Varotsos, gli stessi artisti di cui abbiamo parlato prima. Le opere di Lorenzetti, in questo caso, godono di ottima salute, diverso il discorso per “il poeta” la monumentale scultura realizzata da Varotsos. La scultura sorge su un terreno poco fuori dal paese di proprietà della Fondazione Caradonio di Blasio che in maniera scellerata, e nel silenzio dell’Amministrazione Comunale, nel 2012 decide di effettuare un taglio ceduo del bosco che circonda l’opera vanificando il senso poetico che l’artista aveva dato al monumento.

Il poeta, scultura di Costas Varotsos prima e dopo il taglio degli alberi.
Aurora, la scultura che Antonio Fiacco realizza nel 1988 a Casacalenda (CB), è costretta a vivere con diversi bidoni della spazzatura al suo fianco che ne riducono la visibilità. La “Cromoscala” di Tonino D’Erme e la “Meridiana” di Fabrizio Fabbri stanno lentamente scomparendo nell’indifferenza generale, e questi sono solo alcuni esempi.Oltre al museo all’aperto, Casacalenda ospita, nel palazzo comunale, una bellissima galleria d’arte contemporanea dedicata a Franco Libertucci che, nonostante il recente restauro, resta tuttora chiusa. Entrambi i parchi di cui abbiamo parlato oggi, meritano sicuramente più attenzione da parte delle istituzioni e il nostro vuole essere un appello affinché il silenzio non ci abitui ad accettare passivamente le scelte che i nostri amministratori ci impongono.
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