Una diffusa sacralità

Domenico Cornacchione porta la riflessione su come ognuno di noi sia, analogamente a tutti, un evento, frutto di infiniti eventi che si sovrappongono, si modificano, si fissano o si dissolvono costruendo una identità che è in quanto relazione. Se ripiegassimo questa sua croce lungo le linee tracciate nel bronzo, otterremmo una scatola, un contenitore di senso, di racconti, di significati, come in realtà ognuno di noi è ...
Cornacchione cerca un fondamento che ci accomuna tutti attraverso l'indagine di sé, pensando l'identità come sedimento, relazione, complessità utilizzando un segno forte come la croce, data qui come una scatola aperta, dove sono incise sovrapposizioni, piccoli eventi, piccole asperità o superfici più quiete, dove la nobiltà del bronzo assume la lucentezza del metallo nudo o dove invece rimane la patina oscura del tempo ...
Emerge una diffusa sacralità ( che non ha a che fare con la religiosità) ad indicare la necessità di una lettura non testuale della realtà per aprirsi ad una ulteriorizzazione della coscienza.

Manuela Traini



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